Momenti salienti di Hope: Shantivanam, India meridionale
Momenti salienti di Hope: Shantivanam, India meridionale
16 ottobre 2026
Giubileo benedettino
Come si presenta il primo anno del Giubileo in una comunità benedettina inserita in una delle culture più eterogenee al mondo dal punto di vista religioso?
In India, i cristiani rappresentano una piccola minoranza: il 2,3% della popolazione secondo gli ultimi dati pubblicati dal censimento nazionale, a fronte del 79,8% di indù e del 14,2% di musulmani. Nel Tamil Nadu, nel sud del Paese, i cristiani costituiscono circa il 5,9%. Ed è proprio qui, sulle rive del fiume Kaveri, a circa 200 km a sud-ovest di Chennai, che si trova Shantivanam (la «Foresta della Pace»), sede dell’Ashram Saccidananda, una comunità benedettina camaldolese.
Il nome stesso offre uno spunto per comprendere la loro comunità. Un ashram non è il termine indiano per indicare un’abbazia di stampo occidentale, ma appartiene alla lunga tradizione indiana delle comunità incentrate sulla disciplina spirituale, la contemplazione e la ricerca di Dio. Saccidananda (che significa Essere, Coscienza e Beatitudine) è un’espressione sanscrita proveniente dal pensiero indù che i fondatori della comunità hanno adottato per descrivere il mistero cristiano della Trinità.
Fondata nel 1950 e appartenente alla Congregazione Benedettina Camaldolese dal 1980, Shantivanam si propone di vivere la vita monastica cristiana in modo profondo nel proprio contesto indiano, pur rimanendo fedele alla Regola di San Benedetto. La sua preghiera attinge alle Scritture e alla liturgia cristiana, integrando al contempo le lingue, la musica e le forme di preghiera indiane.
Questo spirito di incontro influenza profondamente la sua vita di apertura verso gli altri e la sua concezione di comunità: Shantivanam accoglie cristiani, indù e persone di altre fedi o senza fede per ritiri, meditazione e dialogo. Oltre alla vita di preghiera, la comunità sostiene l’istruzione dei bambini, fornisce assistenza medica e abitativa, si prende cura degli anziani e dei vicini indigenti e coltiva la terra attraverso l’agricoltura biologica, l’allevamento di bestiame da latte, la piantumazione di alberi e il compostaggio.
Così, quando il Giubileo ha invitato le comunità benedettine di tutto il mondo a “risvegliarsi”, Shantivanam ha risposto partendo dalla realtà specifica del proprio luogo: al crocevia tra monachesimo benedettino, spiritualità indiana, servizio concreto e vita tra diverse tradizioni religiose.
Riscoprire l'uno l'altro
A luglio, la comunità ha organizzato un seminario di due giorni dal titolo “Il risveglio dell’unità e dell’armonia religiosa”, che ha riunito le persone attraverso presentazioni, preghiere, dialoghi e riflessioni.
Per Shantivanam, l’armonia religiosa ha origine dall’interiorità. Come ha spiegato la comunità nel programma dedicato al Giubileo:
«Quando superiamo la paura, il pregiudizio e l’esclusivismo religioso, diventiamo capaci di riconoscere la presenza del mistero di Dio nel cammino spirituale degli altri.»
Il dialogo interreligioso non è qui un’iniziativa sporadica. Shantivanam si considera un luogo di incontro e intrattiene rapporti regolari con le tradizioni spirituali indù, cristiane, musulmane, giainiste e altre ancora.
La sua speranza per l’incontro di luglio era di conseguenza ambiziosa ma semplice: passare «dalla divisione alla comunione e dalla competizione religiosa all’arricchimento reciproco».
Il risveglio alla pace
Il 21 settembre, in occasione della Giornata internazionale della pace, questo impegno si è tradotto in una testimonianza pubblica.
Persone di diverse fedi religiose si sono riunite per una preghiera interreligiosa e hanno sfilato insieme in una processione a lume di candela per la pace nel mondo. La luce delle candele simboleggiava una convinzione fondamentale dell’evento: la pace deve prima risvegliarsi nel cuore di ogni persona prima di potersi diffondere nelle famiglie, nelle comunità e nelle società.
Come affermano gli organizzatori:
«La pace non è semplicemente l’assenza di conflitti; è un atteggiamento interiore radicato nella compassione, nel perdono, nella riconciliazione e nel rispetto della dignità di ogni persona umana».
L’incontro ha offerto una semplice dimostrazione di come ciò potrebbe concretizzarsi: persone di diverse religioni che camminano insieme come “pellegrini di pace”.
Il risveglio alla creazione
A ottobre, Awaken si rivolge verso la terra.
Un programma di tre giorni dedicato alle sfide ecologiche contemporanee unirà la spiritualità alla responsabilità concreta nei confronti del creato, mettendo in relazione le tradizioni benedettine camaldolesi di semplicità, contemplazione e cura del creato con la crisi ambientale.
Il suo punto di partenza è altrettanto chiaro:
«La creazione non è semplicemente una risorsa da sfruttare, ma un dono sacro affidato all’umanità».
Attraverso presentazioni, dialoghi e riflessioni pratiche, la comunità valuterà in che modo i monasteri e le altre comunità spirituali possano diventare centri di sensibilizzazione ecologica, di vita sostenibile e di cura della nostra casa comune.
Tale impegno trova già una concretizzazione pratica a Shantivanam attraverso l’agricoltura biologica, la piantumazione di alberi, il compostaggio e il rapporto più ampio che la comunità intrattiene con la terra.
Risvegliare il cuore
Oltre a questi incontri, padre Dorathick Rajan, OSB Cam, sta preparando una nuova pubblicazione, *The Universal Heart: A Guidebook to Awakening the Divine Within*.
Attingendo alla spiritualità contemplativa cristiana e al dialogo con altre tradizioni spirituali, il libro mette in relazione la preghiera, il silenzio, la compassione, il creato e il riconoscimento della presenza di Dio.
Nel loro insieme, queste iniziative rivelano il significato che Shantivanam attribuisce al termine “Risveglio ”. Non si tratta semplicemente di consapevolezza intellettuale. Secondo le parole stesse della comunità, si tratta di una “trasformazione del cuore”: diventare più attenti a Dio, più sensibili alla dignità degli altri, più impegnati per la pace e più responsabili nei confronti della terra che ci è stata affidata.
È anche un'immagine suggestiva di ciò che potrebbe diventare un Giubileo benedettino veramente globale.
La Regola rimane la stessa. Ma in ogni luogo incontra storie, culture, vicini ed esigenze diverse – e suscita una risposta specifica.
A Shantivanam, la Foresta della Pace, questa risposta consiste in un risveglio dalla divisione alla comunione, dal conflitto alla pace e dallo sfruttamento al rispetto per il creato.
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