Benvenuti all'Abbazia di Novalesa, uno dei più antichi monasteri benedettini d'Italia, situato nella splendida Val di Susa dal 726 d.C. Speriamo che vi piaccia scoprire la nostra ricca storia, la nostra fede e la nostra comunità.
Siamo lieti di darvi il benvenuto all'Abbazia di Novalesa.
Vi invitiamo all'Abbazia per condividere con noi la preghiera e il lavoro che, sin dal 726, sono al centro della nostra vita, tra le Alpi della Valle di Susa.
Storia
L'atto di fondazione dell'Abbazia di Novalesa risale al 30 gennaio dell'anno del Signore 726. Il monastero è dedicato ai santi Pietro e Andrea, in un'epoca in cui la Chiesa d'Oriente e quella d'Occidente non erano ancora separate. I monaci di Novalesa seguivano una «regula mixta» (di San Colombano e San Benedetto). Fu proprio da Novalesa, dove fu abate dall’817, che Benedetto di Aniane iniziò l’opera di unificazione dei monasteri dell’impero imponendo la regola benedettina su richiesta di Ludovico il Pio. Ciò rende Novalesa il centro trainante all’inizio dell’era benedettina che avrebbe segnato il Medioevo. Sotto Eldrado, abate di Novalesa dall’820 all’845, la comunità visse il suo periodo di massimo splendore spirituale. Nel 906 i monaci fuggirono a Torino per sfuggire alle incursioni saracene, stabilendosi in quello che oggi è il Santuario della Consolata.
I monaci sopravvissuti fondarono in seguito il monastero di Breme, da cui, nell’XI secolo, alcuni monaci tornarono a ripopolare l’abbazia. I benedettini furono sostituiti dai cistercensi dal 1646 al 1798, quando furono espulsi dal governo provvisorio piemontese. Napoleone affidò il monastero di Novalesa ai monaci dell'Abbazia trappista di Tamié affinché si occupassero dell'ospizio del Mont Cenis.
Dopo la caduta di Napoleone, il monastero fu ripopolato da alcuni monaci benedettini che nel 1821 si unirono alla Congregazione Cassinese d'Italia. La pace non durò a lungo, poiché con le leggi di soppressione del 29 maggio 1855, emanate dal governo piemontese, il monastero fu venduto all’asta e trasformato in un albergo termale. Nel 1972 il complesso fu acquistato dalla Provincia di Torino e nel 1973 affidato alla cura dei monaci benedettini di Subiaco.
La storia di Novalesa non è solo lunga, ma anche ricca di cambiamenti e adattamenti. Nel monastero di Novalesa si sono succeduti benedettini cassinesi e di Subiaco, cistercensi e trappisti. È stato un laboratorio monastico di continuo adattamento e riconsiderazione alla luce della fedeltà al Vangelo e alla storia, con i suoi vincoli e le sue ispirazioni. Il passato può illuminare il presente, dando il coraggio di intraprendere cambiamenti e adattamenti per una vita monastica che sia al tempo stesso fedele e libera. Dopo tutto, i monasteri sono sempre un’opera in divenire, non solo in senso materiale, ma soprattutto in senso spirituale.
Eventi
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Resta
L'accoglienza degli ospiti e dei pellegrini è parte integrante della vita monastica e costituisce uno dei valori fondamentali del Vangelo. Tutti gli ospiti vengono accolti con carità e rispetto, offrendo a ciascuno l'opportunità di vivere un momento di preghiera, di approfondimento della fede e di riflessione sul proprio percorso di crescita umana.
Gli ospiti partecipano alla preghiera e ai pasti della comunità e possono richiedere l’accompagnamento di un frate.
Per informazioni e contatti:
foresteria@abbazianovalesa.org
Prega
Nella tradizione della vita monastica benedettina, la nostra giornata è scandita e guidata dalla preghiera e dal lavoro.
«L'ozio è nemico dell'anima. Perciò i frati si dedichino in certi momenti al lavoro manuale e in altri alla Lectio Divina». (Regola di San Benedetto)
Ecco i momenti di preghiera più importanti che condividiamo con i nostri ospiti:
4:00 Veglia | 7:00 Lodi | 7:45 Eucaristia (un giorno alla settimana alle 18:30; di solito non il sabato, e la domenica alle 10:00) | 12:45 Sesta | 14:45 Nona (occasionalmente personale) | 18:30 Vespri | 20:30 Compieta (alla vigilia di una festa si celebrano le Veglie; il sabato, Veglie alle 21:00)